Direttore: Dr. Vincenzo Iaia
Medici: Dr.ssa Elena Cosentino, Dr.ssa Elisabetta Gasparoli
Caposala: Antonella Chinellato
Unità destinata al ricovero di pazienti particolarmente gravi, che hanno presentato uno stato di coma di gravità alla GCS < = 8 per un periodo non inferiore alle 24 ore. Si tratta pertanto di pazienti provenienti da reparti di rianimazione, di neurochirurgia e di neurologia del Veneto e per il 20% circa da fuori regione, che presentano elevate ed articolate esigenze assistenziali e riabilitative e che prevedono anche un forte coinvolgimento dei familiari. Tra le patologie più frequenti vengono ricoverati i traumi cranici, gli eventi cerebrovascolari gravi e le anossie cerebrali. Si tratta di soggetti spesso con basso livello di responsività o affetti da complessi deficit di natura motoria, cognitiva e comportamentale, per i quali è necessariamente richiesto un approccio multidisciplinare da parte di personale formato in modo specifico (medico, psicologo, neuropsicologo, fisioterapista, logopedista, assistente sociale, ecc.). L’attività assistenziale e riabilitativa è basata per quanto riguarda i criteri di trasferibilità ed i percorsi assitenziali, sulle raccomandazioni della Conferenza Nazionale di Consenso (Modena 2000) su: “Modalità di trattamento riabilitativo del traumatizzato cranio-encefalico in fase acuta, criteri di trasferibilità in strutture riabilitative e indicazioni a percorsi appropriati”, attualmente accettate anche nel Piano Nazionale della Linee Guida dell’ISS. L’intervento assistenziale prevede una prima fase basata su: a) variazioni periodiche di posture nell’arco della giornata, mobilizzazione passiva pluriarticolare e precoce mobilizzazione in carrozzina; b) monitoraggio strutturato della responsività e strutturazione di un ambiente favorevole al manifestarsi delle prime capacità di comunicazione; c) interventi di riabilitazione respiratoria mirati al drenaggio bronchiale e all’applicazone delle tecniche di svezzamento progressivo dal tracheostoma.; d) omogeneizzazione all'interno del team che ha in carico il paziente, del tipo di informazione da fornire alla famiglia e dei supporti psicologici e logistici. Alla ripresa del contatto ed al manifestarsi di una attività psicomotoria più articolata, il lavoro riabilitativo sarà mirato al recupero di deficit motori, dei disturbi della deglutizione e del linguaggio, dei disturbi cognitivi e di quelli comportamentali comportamentali. Per dare continuità ai trattamenti specifici svolti dai terapisti della riabilitazione, il personale infermieristico è formato a metodiche, che anche nelle manovre di nursing permettano di proseguire il lavoro riabilitativo, sia negli aspetti di base (tecniche di postura, di mobilizzazione, di stimolazione), che in quelli più avanzati della promozione dell’autonomia nelle comuni attività della vita quotidiana. Per quanto riguarda l’intervento per i familiari è previsto una loro integrazione attiva nei programmi riabilitativi ed è favorita la loro presenza durante la giornata al fine di motivare e stimolare in particolare i pazienti più gravi. Possono a loro volta usufruire del supporto di uno psicologo per superare lo stato psichico dovuto alla grave malattia del proprio familiare e sono seguiti anche dal punto di vista socio-assistenziale dall’assistente sociale per la programmazione del reinserimento sociale dei pazienti.








